CALCOLOSI DELLA COLECISTI e LAPAROSCOPIA

Colecisti Laparoscopica Il trattamento video laparoscopico ha rivoluzionato la chirurgia della calcolosi della colecisti (o colelitiasi). Fino all’inizio degli anni ’90 per asportare la colecisti era necessaria una laparotomia, ovvero un taglio più o meno esteso sull’addome del paziente che consentiva l’accesso all’organo da rimuovere.

Attualmente, grazie all’introduzione, attraverso piccolissimi fori effettuati nella parete addominale, di una microtelecamera e di pinze governabili dall’esterno, il chirurgo asporta la colecisti (o cistifellea) lavorando dall’esterno, grazie alle immagini proiettate dalla telecamera su uno schermo video. Questo intervento, chiamato videolaparocolecistectomia (VLC), riesce in circa il 95% dei casi ad evitare la laparotomia, ovvero l’estrazione della colecisti con il taglio sull’addome. Nel 5% dei casi può essere tuttavia necessario convertire l’approccio laparoscopico in quello laparotomico per gravi patologie concomitanti, sindromi aderenziali, emorragie, anomalie anatomiche della colecisti o della via biliare o per instabilità emodinamiche o respiratorie insorte nel corso dell’intervento.

La VLC si rende necessaria in tutti i pazienti sintomatici, ovvero coloro che sono affetti da coliche e che rischiano l’ittero, dovuto alla migrazione dei calcoli nella via biliare principale, la pancreatite, l’empiema o la gangrena della colecisti. Va anche tenuto in debita considerazione il fatto che più tempo trascorre dalla comparsa della colelitiasi, tanto maggiori sono le possibilità di complicazioni. La terapia medica, attuata con derivati dell’acido colico (ursodesossicolico, taurocolico ecc.), mira a fluidificare la bile e può essere riservata ai portatori di sabbia o fango biliare, nei pazienti con calcoli di colesterina pura, o ancora, ai pazienti ad alto rischio chirurgico per età, comorbidità, o come coadiuvante nella calcolosi del coledoco già trattata endoscopicamente (ERCP) e va condotta per almeno un anno con controlli ecografici e degli esami di laboratorio periodici, unita ad una dieta priva di grassi e fritti. Le controindicazioni a tale trattamento sono date dalle epatopatie croniche e da lesioni polipoidi del colon.

DIAGNOSI

La diagnosi si effettua mediante gli esami di laboratorio e l’ecografia dell’addome.Una volta stabilita la diagnosi di colelitiasi o di altre affezioni della colecisti è necessaria una visita chirurgica e l’esecuzione eventuale di altre indagini per valutare l’indicazione all’intervento chirurgico o ad altra terapia.

INTERVENTOColecisti Laparoscopica

 L’operazione si svolge in anestesia generale. Dopo l’insuffllazione di gas a bassa pressione (anidride carbonica) dentro l’addome allo scopo di creare una camera d’aria necessaria all’operatività degli strumenti, si introduce una telecamera attraverso l’ombelico e successivamente altre due o tre strumenti operatori sotto visione diretta. Dopo aver identificato ed isolato il dotto cistico e l’arteria cistica, si sezionano entrambi dopo averli chiusi con clips in titanio, compatibili con eventuali successive indagini di Risonanza Magnetica.. Si procede quindi al distacco della colecisti dal fegato, ed infine alla sua estrazione completa, assieme ai calcoli contenuti, attraverso l’ombelico. Può essere buona norma lasciare un piccolo tubo di drenaggio sotto il fegato che consente la fuoriuscita di piccoli residui di sangue e siero, prima di estrarre gli strumenti e suturare i piccoli fori presenti sull’addome.

DECORSO POSTOPERATORIO

L’intervento di VLC ha consentito di ridurre al minimo il dolore postoperatorio e la conseguente rapida ristabilizzazione del paziente, che riprende ad alimentarsi poche ore dopo l’operazione, può essere dimesso a distanza di 24 ore, e riprendere le sue normali attività quotidiane e lavorative entro pochissimi giorni. Infine bisogna considerare l’ottimo risultato cosmetico immediato e a distanza, che consente la mancanza assoluta di cicatrici.

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