EMORROIDI

Sono dei cuscinetti venosi, sempre fisiologicamente presenti, che possono tuttavia diventare patologici in caso di eccessiva dilatazione, sanguinamento cronico, trombosi e/o tromboflebite, prolasso all’esterno dell’ano. A seconda di come si presentano, vengono classificate e trattate come segue.

Classificazione e trattamento delle emorroidi:

 
Stadio Descrizione Trattamento
I Aumento di volume associato a sanguinamento Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica. Scleroterapia.
II Protrusione con riduzione spontanea Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica
III Protrusione con necessità di riduzione manuale Incremento di fibre e di liquidi nella dieta. Terapia medica. Bendaggio elastico. Emorroidectomia. Emorroidopessia
IV Protrusione non riducibile Incremento di fibre nella dieta. Emorroidectomia. Emorroidopessia (?)

Scleroterapia


Usata nel trattamento delle emorroidi in stadio I (Sezione 2 Classificazione delle emorroidi). Vengono iniettatati 1-2 ml di sostanza sclerosante (di solito tetradecolsolfato sodico) nella sottomucosa del plesso emorroidario, utilizzando un ago calibro 25. È necessario fare attenzione a non effettuare l’iniezione a livello della circonferenza del tessuto anale perché si potrebbe provocare una stenosi.

Emorroidectomia


Usata nel trattamento delle emorroidi in stadio III-IV (Sezione 2 Classificazione delle emorroidi). Le metodiche chirurgiche risolutive più utilizzate nel trattamento delle emorroidi sono:
  • tecnica di Milligan Morgan (MM)
  • tecnica di Ferguson
  • tecnica di Parks
Milligan-Morgan (MM) (1937), Ferguson e Parks La tecnica consiste in un'ampia escissione dei tre gruppi principali di gavoccioli o cuscinetti emorroidari, con legatura del peduncolo vascolare di ogni singolo pacchetto. Questa tecnica, sebbene tra le più adottate, espone il paziente - a causa dell'ampia superficie cruentata - a dolore e al possibile sanguinamento, ma soprattutto si caratterizza per una lenta guarigione delle ferite chirurgiche con conseguente ritardo del ritorno alle consuete attività lavorative. Evoluzioni di tale tecnica sono la Ferguson (1959), che prevede la sutura dei lembi mucosi cruentati, favorendo così la guarigione di prima intenzione della ferita, diminuendo così notevolmente i tempi di recupero; e la Parks, in cui i lembi sono parzialmente suturati ed ancorati alla sfintere interno.
Più recentemente sono state introdotte nell’esecuzione di tali procedure alcuni devices che consentono di evitare l’applicazione di suture alla base dei peduncoli vascolari, che favorirebbero una guarigione più rapida e l’attenuazione del dolore. Si tratta del Ligasure, dell’Ultracision e dello Starion (vedi filmato) (vedi presentazione), che sfruttano la capacità di coagulazione traumatica dei vasi, rispettivamente con la radiofrequenza, gli U.S., il calore.

Tecniche di emorroidopessia e mucopessia

  • tecnica di Longo (PPH)
  • dearterializzazione emorroidaria trans anale dopplerguidata (THD)
  • fotocoagulazione Laser arteria emorroidaria dopplerguidata (HeLP)
  • Hemor Pex System (HPS)
Procedure for Prolapse Haemorrhoids (PPH) (1993) La tecnica ideata nel 1993 dal chirurgo italiano Antonio Longo ha trovato sempre maggiori applicazioni in Italia ed all’estero. Tale procedura è detta "conservativa", perché parte dal presupposto che le emorroidi hanno di per sé una funzione fisiologica importante e non debbano essere tolte bensì riposizionate. Secondo la letteratura nazionale ed internazionale, la procedura secondo Longo presenta significativi vantaggi clinici nel breve termine, soprattutto per il minimo dolore rilevato nella maggioranza dei pazienti, come riportato da eminenti agenzie internazionali (NICE – Regno Unito, 2007; HAS - Francia, 2005).

Dearterializzazione emorroidaria transanale doppler-guidata (THD) Il metodo THD rappresenta un metodo chirurgico molto efficace e mini invasivo per correggere la malattia emorroidaria. Consiste nella legatura, eseguita per via trans anale mediante un anoscopio dedicato con sonda doppler, dei sei rami dell’arteria emorroidaria superiore. Questo metodo, se condotto correttamente, riduce al minimo il dolore post-operatorio, in quanto non si interviene al di sotto della linea dentata, sede del dolore somatico. È minimamente invasivo in quanto non taglia né toglie tessuti del canale ano-rettale, si riduce quindi il rischio di complicanze importanti.

HeLP E’ una metodica alternativa che consente di chiudere i rami dell’arteria emorroidaria superiore, rinvenuti mediante una piccola sonda doppler, come nella tecnica precedente, grazie alla fotocoagulazione Laser.

Hemor Pex System (HPS) (vedi filmato) E’ una tecnica di mucoemorroidopessi, che viene eseguita anche in questo caso, mediante un anoscopio dedicato con terminale rotante, con suture a Z multiple eseguite alle ore dispari, in corrispondenza dei punti di emergenza dei rami dell’arteria emorroidaria superiore, determinando al contempo la pessia della mucosa prolassata.
hemor-Pex 1 Dott. Carlo Iachino Proctologo
hemor-Pex 2 Dott. Carlo Iachino Proctologo
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